A Carpaneto Piacentino il Centro Socio Riabilitativo Diurno celebra il suo anniversario insieme a istituzioni, famiglie e territorio. Un’esperienza che da oltre tre decenni promuove dignità, relazioni e progetto di vita.
Ci sono luoghi che nascono per accogliere e, con il tempo, diventano casa. Mastro Balocco, a Carpaneto Piacentino, è uno di questi.
Mercoledì 22 aprile il Centro Socio Riabilitativo Diurno ha festeggiato 35 anni di attività insieme alla comunità, alle istituzioni e a tutte le persone che ogni giorno contribuiscono a renderlo un punto di riferimento per il territorio.
Gestito da Coopselios dal 1999 in convenzione con l’AUSL di Piacenza – Distretto di Levante, il centro accoglie giovani e adulti con disabilità cognitive offrendo un programma educativo personalizzato, orientato allo sviluppo dell’autonomia, delle competenze e delle relazioni. Dal lunedì al venerdì, Mastro Balocco è uno spazio di vita quotidiana, in cui ogni attività contribuisce alla costruzione del progetto di vita delle persone.
Il cuore del servizio è il laboratorio di falegnameria: un luogo in cui il lavoro manuale diventa strumento educativo e occasione di crescita. Accanto a questo, le attività spaziano dalla musicoterapia allo sport, fino ai laboratori condivisi con le scuole dell’infanzia del territorio, in un dialogo continuo con la comunità.
A sottolineare il valore del centro è anche Evelina Cattadori, direttrice AUSL Distretto di Levante: «Mastro Balocco garantisce una risposta importante per i giovani adulti con disabilità, permettendo loro di mantenere le autonomie, affacciarsi all’esterno e avere un ruolo, un’identità. Il lavoro contribuisce a dare dignità e una collocazione nella comunità».
Dignità, identità e ruolo sociale sono infatti i principi che guidano quotidianamente l’attività del centro, costruita grazie all’impegno degli operatori, dei volontari e di una rete territoriale ampia e partecipata.
Un legame profondo, quello con il territorio, evidenziato anche dal sindaco di Carpaneto Andrea Arfani: «Mastro Balocco è una parte della famiglia della nostra comunità. Ha accompagnato generazioni di persone ed è diventato parte della vita di tutti».
Dopo 35 anni, il segno lasciato da Mastro Balocco si misura nelle relazioni costruite, nelle esperienze condivise e nella capacità di generare partecipazione. Ma soprattutto si misura nel valore riconosciuto alle persone.

Come sottolinea Emilio Solenghi, responsabile del servizio: «I ragazzi, grazie ai volontari e all’équipe educativa, hanno imparato a lavorare il legno, acquisendo nel tempo competenze sempre più autonome. Abbiamo poi portato queste capacità all’esterno, nelle scuole e nella comunità. È un passaggio fondamentale: per la prima volta i nostri ragazzi non imparano, ma insegnano».
Un modello che mette al centro la persona e le sue potenzialità, e che si realizza grazie alla sinergia tra servizi e comunità, come ricordato dal presidente di Coopselios Giovanni Calabrese: «La collaborazione con il territorio e la professionalità delle operatrici e degli operatori rendono possibile costruire ogni giorno opportunità che generano valore per tutti».
I 35 anni di Mastro Balocco non rappresentano un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che continua. Con lo stesso impegno di sempre: essere un luogo in cui ogni persona possa esprimere il proprio valore e trovare il proprio posto nella comunità.