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L’EDUCAZIONE CHE RIGENERA: DAL PARCO DELLA COOPERAZIONE DI REGGIO EMILIA NASCE UN LABORATORIO DI COMUNITÀ PER LA CITTÀ

Un parco che diventa luogo di incontro, apprendimento e partecipazione

Un progetto che mette insieme educazione, rigenerazione urbana, cultura e innovazione sociale. È questa la visione che anima “L’Educazione che rigenera”, il percorso promosso da Coopselios attraverso i brand Learning by Languages ed Educademi, che sta prendendo forma attorno al Parco della Cooperazione, nell’area nord di Reggio Emilia.
L’iniziativa interessa un’area pubblica di oltre 9.300 metri quadrati, situata tra via Gramsci e via Ruini, e nasce dalla convinzione che la qualità degli spazi e quella delle relazioni umane siano aspetti profondamente intrecciati. Per questo il progetto non punta soltanto alla riqualificazione di un’area verde, ma alla costruzione di un ecosistema aperto alla cittadinanza, capace di generare connessioni, opportunità educative e nuove forme di collaborazione tra soggetti diversi.
Il Parco della Cooperazione rappresenta infatti l’estensione naturale del Learning by Languages Innovation Hub, il polo dedicato alla ricerca pedagogica, alla formazione e alla sperimentazione educativa sviluppato da Coopselios, in una delle aree più dinamiche della città.
Un percorso già iniziato
Il cammino verso il nuovo Parco della Cooperazione è iniziato nel 2024 con la realizzazione di un primo percorso esperienziale all’interno dell’area verde: installazioni narrative, stazioni di ascolto e contenuti accessibili tramite QR Code hanno trasformato il parco in un vero e proprio “atelier diffuso”, aperto a bambini, famiglie, professionisti dell’educazione e cittadini.
Alla base del progetto c’è l’approccio del Placemaking, una metodologia che coinvolge attivamente le persone nella trasformazione degli spazi pubblici, affinché questi diventino luoghi vissuti, riconosciuti e curati dalla comunità stessa.
Negli ultimi mesi il progetto è entrato in una nuova fase. Grazie alla convenzione per l’uso temporaneo dell’area sottoscritta con il Comune di Reggio Emilia e una rete di partner territoriali – tra cui Quadir, Demetra Formazione, Errevi System, Assicoop, Fin4Coops, Pantarei – è stato avviato un programma di valorizzazione che prevede interventi ambientali, culturali e sociali. Tra le prime azioni realizzate figurano il ridisegno morfologico di alcune porzioni del parco, il recupero del manto erboso e il rafforzamento del patrimonio arboreo, con nuove piantumazioni pensate per favorire biodiversità, ombreggiamento e qualità paesaggistica.

Un cantiere di idee aperto alla città
La rigenerazione del Parco della Cooperazione non riguarda però soltanto lo spazio fisico.
Lo scorso settembre il percorso ha compiuto un ulteriore passo avanti con “Preludio al Cantiere“, una giornata di co-progettazione che ha riunito istituzioni, mondo della ricerca, organizzazioni del terzo settore, imprese e professionisti provenienti da ambiti differenti. Attraverso tavoli di lavoro partecipati, i partecipanti hanno condiviso idee, bisogni e prospettive per immaginare il futuro del parco e il suo ruolo all’interno della comunità cittadina.
Dai confronti è emersa un’idea forte: il Parco della Cooperazione può diventare un laboratorio permanente in cui educazione, cultura, sostenibilità ambientale, inclusione e innovazione sociale dialogano fra loro, generando valore per l’intero territorio.

Verso una comunità educante e partecipativa
Il progetto guarda ora alle prossime fasi di sviluppo, che prevedono il consolidamento della rete di soggetti coinvolti, la definizione di modelli di governance partecipata, la progettazione di iniziative culturali e sociali e la progressiva realizzazione degli interventi previsti per il nuovo parco.
L’obiettivo è costruire una comunità ampia di persone, organizzazioni e imprese che scelgano di contribuire alla crescita di questo bene comune, condividendone visione, valori e prospettive future. Un percorso che punta a generare impatto sociale, promuovere cittadinanza attiva e restituire alla città uno spazio sempre più accessibile, inclusivo e capace di creare relazioni.
Per Coopselios, “L’Educazione che rigenera” rappresenta infatti molto più di un progetto di riqualificazione urbana: è una sperimentazione concreta di come l’educazione possa diventare motore di trasformazione dei luoghi e delle comunità, creando nuove connessioni tra persone, idee e territori.
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